
La Federazione è presente sul territorio nazionale con circa 1.000 guardie giurate particolari ittiche (g.g.p.i.) che, in molti casi, hanno competenza anche in ordine alla tutela e salvaguardia del patrimonio naturale con particolare riferimento a quello circostante gli ambienti acquatici.
E’ peraltro in corso, per le Province che si affacciano sulle coste, la richiesta di rilascio, o di estensione del decreto, per la vigilanza sulla attività di pesca esercitata nella fascia costiera.
Le guardie operano, come volontari, all’interno dell’istituito “Servizio di vigilanza ittica e ambientale” che, recentemente riorganizzato sull’intero territorio, vede assegnati compiti e funzioni ai previsti coordinatori dei vari livelli a partire dalle province, alle regioni ed a quello nazionale.
La loro costante, diffusa e preziosa attività, oltre che diretta al controllo del corretto esercizio della pesca, è andata sempre più qualificandosi intervenendo negli atti di gestione delle acque, come i ripopolamenti ed il recupero della fauna ittica a rischio sopravvivenza, concorrendo, così, in modo sostanziale, alla sua tutela ed incremento.
Inizialmente svolta nelle acque di proprietà o convenzionate, oggi si è in molti casi estesa a tutte le acque pubbliche in forza di apposite convenzioni stipulate con le Province ed altri Enti preposti alla gestione delle stesse.
Un’attività quindi indispensabile ad assicurare il futuro della pesca sportiva ed amatoriale nonché la conservazione degli ambienti acquatici ed la loro ricca biodiversità.
L’iscrizione all’Albo Nazionale, con l’indicazione della qualifica e della data di scadenza del decreto – tramite inserimento nell’ anagrafica unica dei tesserati – è requisito per la copertura assicurativa.
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